lunedì 21 maggio 2018

Gli uomini non possono prevedere le conseguenze

Jeremy Bentham, filosofo fondatore dell'utilitarismo


Quante volte abbiamo ostinatamente e ardentemente voluto qualcosa, e magari brigato e messo in moto cielo e terra per realizzarlo, e alla fine ci siamo accorti non solo e non tanto che non ne valeva la pena, ma soprattutto che non era affatto a nostro beneficio, e addirittura sarebbe stato meglio se il contrario si fosse verificato?

Basta pensare, del resto, alla eterogenesi dei fini, ovvero le conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali, di cui gli esempi piu' macroscopici sono gli effetti collaterali dei farmaci e le leggi dello stato.

Tutto questo ci dice che spesso non siamo in grado di prevedere, capire e valutare le conseguenze a medio e lungo termine di azioni o avvenimenti, in poche parole non vediamo piu' in la' del nostro naso.

Questa e' non la sola ma una delle ragioni fondamentali per cui qualunque sistema etico consequenzialista, cioe' per il quale ogni scelta di un agente morale deve essere guidata dalla valutazione delle conseguenze che deriveranno da ciascuna alternativa che si pone, puo' solo fallire.

Abbiamo molti esempi di grande portata storica di questa disastrosa, catastrofica incapacita' di previsione delle conseguenze fino al rovesciamento totale degli intenti.

Musulmani in preghiera in Europa


Un esempio e' dato - non intenzionalmente, e' ovvio - proprio da un filosofo che e' rappresentante di una scuola di pensiero consequenzialista, l'utilitarismo, di cui parleremo piu' sotto: l'australiano contemporaneo Peter Singer. Nel suo libro One World pubblicato nel 2002, Singer difende a spada tratta l'immigrazione di massa dai Paesi del Terzo Mondo a quelli del Primo, sostenendo su base utilitaristica che, mentre gli eventuali inconvenienti, se mai ce ne sono, per i popoli di questi ultimi sono lievi, essi non sono niente a confronto del bene che l'immigrazione in nazioni ricche arreca ai poveri del mondo (Singer, un ebreo etnico, andrebbe perfettamente d'accordo con Papa Francesco). Il professore di Princeton arriva (o arrivava, nel 2002) a dire che i Paesi europei e l'America del Nord dovrebbero aumentare moltissimo il numero degli immigrati che accolgono.

Col senno di poi, di cui son piene le fosse, non so se Peter abbia cambiato idea. So pero' che gli eventi seguenti gli hanno pienamente dato torto, addirittura anche se si rimane nel suo punto di vista. Infatti, il tipo di immigrazione da regioni povere a regioni ricche che lui auspicava ha avuto - e sta continuando ad avere su scala sempre maggiore - la conseguenza di diffondere l'islam nel mondo occidentale, una volta cristiano e conservante ancora alcune tracce delle virtu' e atteggiamenti derivanti dal cristianesimo, tra cui il fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te stesso.

Una volta che la sostituzione etnica, culturale e religiosa di cristianesimo con islam sara' in buona misura compiuta - non solo per le ragioni puramente demografiche del dislivello riproduttivo fra musulmani e occidentali nativi ma ancor piu' perche' non puo' esistere una societa', specialmente complessa come la nostra, senza religione, sarebbe cioe' destinata al collasso (ma questo e' un discorso per un'altra volta), avverra' da noi quello che sta accadendo nei ricchi Paesi musulmani come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che erigono muri e chiudono frontiere ai loro "fratelli" musulmani della Siria.

Ecco cosi' che la raccomandazione pro-immigrazione singeriana, che avrebbe la dichiarata intenzione di aiutare i poveri del mondo, avra' come risultato che i Paesi ricchi in virtu' della loro mutata natura, mutato proprio grazie all'applicazione dei precetti di questo filosofo utilitarista, saranno molto piu' restii ad aiutare i piu' poveri.

Disastro ecologico


Altro clamoroso esempio di miscalculation e' quello di in altro filosofo ebreo ed ateo, Karl Marx.

Tutte o quasi le previsioni che Marx derivo' dalla sua diabolica teoria sono state smentite dal laboratorio gigante della storia, dimostrando che la sua teoria e' si' scientifica, come la chiamo' lui, ma al tempo stesso falsa.

In particolare, Marx pensava che gli unici rapporti che contano, i soli rapporti dinamici, fossero quelli tra uomo e uomo, sociali. L'altro aspetto relazionale dell'economia, cioe' il rapporto fra uomo e natura, il comunista per eccellenza vedeva come attivo solo da parte dell'uomo, e puramente passivo da parte della natura.

A differenza di altre delle sue idee, non si puo' fare a Marx una colpa di aver avuto questa idea. Nell'Ottocento sarebbe stato difficilissimo, anzi impossibile prevedere i disastri ecologici, pensare che l'ambiente avrebbe potuto, per cosi' dire, "ribellarsi". Certi fenomeni dovevano avvenire, eventi verificarsi, idee essere sviluppate e capite prima di poter fare previsioni simili.

Ma questa e' una ennesima dimostrazione della incapacita' di lungimiranza umana.

Infine e brevemente, accenno soltanto - con l'intento di svilupparlo piu' pienamente - alla cosiddetta "liberazione sessuale", quell'orgia di promiscuita' e libertinaggio che ha ingolfato e avvolto in in turbinio l'Occidente almeno a partire dai famigerati anni Sessanta in poi.

E' solo amore, diceva Oscar Wilde. Fate l'amore non la guerra, echeggiavano gli hippies. Chi poteva pensare che dall'"amore" potesse derivare qualcosa di male? Che dall'"amore" potesse derivare il caos?

Ebbene, c'era chi lo aveva capito. E lo aveva capito proprio perche' andava controcorrente, e la sua lungimiranza veniva da lontano, da molto lontano, da un altro mondo.

Sto parlando di Paolo VI e della sua enciclica Humane Vitae, in cui, forse illuminato dallo Spirito Santo e certo sulla base di una dottrina vera - la capacita' predittiva e' il test della verita', riusci' a prevedere, gia' nell'ormai lontano 1968 (ne e' passata di acqua sotto i ponti), quei tanti e gravi mali che abbiamo poi visto.

Prova, nuovamente, che non sono gli uomini da soli, senza aiuto soprannaturale, a vedere lontano.

L'utilitarismo, fondato dal filosofo inglese Jeremy Bentham (1748-1832) (peraltro influenzato dal nostro Cesare Beccaria e dal suo trattato Dei delitti e delle pene), e' una teoria morale consequenzialista di questo tipo.

Per essa la giusta azione morale in ogni circostanza e' quella che si prevedera' risultare nella massima utilita', intesa come il massimo piacere e felicita' per il piu' gran numero di pazienti morali - cioe' tutti coloro su cui ricadranno le conseguenze di tale azione – e il minimo dolore e infelicita' per il minimo numero degli stessi.

Quello che si sente, il sentimento, sia fisico, come sensazione, sia psichico, come emozione, regna supremo.

Del resto che cos'altro ci si poteva aspettare da una filosofia morale atea, che cos'altro puo' essere a fondamento di un sistema etico privatosi di Dio, quale altra base razionale puo' trovare? E' il trionfo del materialismo piu' puro.

Esistono altri sistemi etici senza Dio oltre all'utilitarismo, ma quest'ultimo e' forse quello che rappresenta meglio la posizione atea.

Una volta eretto le sensazioni di piacere a pilastro di tutto il sistema morale, e fornitane una base in qualche modo razionale (il cosiddetto “calcolo" utilitaristico), si e' infiltrata nella cultura europea e, per estensione, occidentale, la ricerca spasmodica, per non dire ossessiva, del piacere stesso, con ogni mezzo: “naturale” – sesso -, artificiale – per via chimica, con droghe, alcool, dolci, eccesso e consumo smodato di cibo -, possesso di ricchezze, potere, beni materiali, ossessione con lo shopping, e via dicendo.


Questo articolo e' anche in inglese, qui.

venerdì 5 ottobre 2012

Islam nel Regno Unito

Questa è la prospettiva da Londonistan, Eurabia.

Raymond Ibrahim, studioso di storia del mondo arabo e islamico nato negli Stati Uniti da genitori
egiziani copti, scrive spesso sulla condizione dei cristiani nei paesi a maggioranza musulmana, dove vengono soggiogati e oppressi anche quando sono una minoranza consistente in luoghi come l'Egitto, la Siria e, prima della "pulizia etnica", l'Iraq.

La mia è la prospettiva complementare, dal punto di vista dell'Europa occidentale storicamente cristiana, dove i musulmani sono ancora (anche se non per molto) un piccola minoranza, più piccola dei cristiani nei paesi di cui sopra.

Anche in queste situazioni completamente diverse i musulmani, con l'aiuto dei governi di sinistra e di altri pusillanimi, la fanno da padroni, pensando che tutto sia loro dovuto e cercando di imporre la loro ideologia a tutti gli altri.

Sono venuta a vivere a Londra dall'Italia nel 1984, e i cambiamenti che ho visto da allora sono enormi.

Quando sono arrivata qui, la parola "halal" era sconosciuto a tutti tranne agli animalisti, i quali sapevano che il metodo di macellazione islamico causa più sofferenze agli animali di quello dettato dalle leggi occidentali. Oggi devi solo girare con l'auto per Londra (in qualsiasi area) una mezz'ora e vedrai decine di insegne Halal in negozi e ristoranti. Nella zona in cui vivo nel centro-ovest di Londra, che non è
affatto un ghetto musulmano perché vi risiedono molti non-musulmani bianchi e neri, per strada si vedono donne il cui abbigliamento farebbe felici i talebani più rigidi; o almeno si pensa che siano donne, dal momento che tutto quello che si vede è una lunga veste senza occhi che cammina.

Quelli che seguono sono alcuni tra la miriade di esempi di intolleranza musulmana e mancanza di integrazione, stealth jihad e sharia strisciante nel Regno Unito.

Alcuni anni fa un poliziotto musulmano si rifiutò di indossare l'uniforme a causa della presenza di una croce sull'elmetto.

Il fenomeno tipico dell'adescamento di ragazzine bianche da parte di uomini musulmani, da anni denunciato solo da gruppi di estrema destra, a causa di ciò accusati di razzismo islamofobia, si è rivelato invece molto reale e ora i media hanno iniziato a documentarlo.

Ci sono stati casi di ragazze musulmane che hanno rifiutato l'uniforme della loro scuola e chiesto di indossare abiti musulmani, a volte anche denunciando la scuola presso la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e vincendo la causa.

Conducenti di autobus e tassisti musulmani non hanno fatto salire dei ciechi accompagnati da cani guida che l'Islam considera "impuri", sostenuti nel loro rifiuto da altri passeggeri musulmani.

Le normative britanniche, facendosi in quattro per adattarsi alla sharia, hanno accettato conflitti e contraddizioni con giurisprudenza inglese ormai consolidata. La poligamia, nonostante sia proibita dalla legge britannica, ne è ora de facto parte, a causa di una modifica della legge di successione, che consente ora a più di una moglie di ereditare dallo stesso marito.

Analogamente, una via d'uscita nella legge creata dal precedente governo laburista permette ai musulmani di accendere un mutuo su un immobile senza pagare gli interessi, il che lo rende anche più conveniente per loro; adesso dei non-musulmani l'hanno scoperta e sfruttata, provocando un piccolo scandalo.

Nel Regno Unito la polizia ha paura dei musulmani. Ci sono stati casi catturati su video di manifestanti musulmani che lanciavano bastoni e altri oggetti contro la polizia con grida di scherno di "kuffar" (insulto islamico per gli infedeli), mentre i poliziotti battevano in ritirata.

E poi c'è il problema classico della carne halal, che viene servita in scuole, ospedali e altre istituzioni britanniche tanto ai fedeli quanto ai non fedeli dell'Islam, ed ha attratto l'attenzione internazionale quando Sarkozy ha dichiarato la sua intenzione di cambiare questo stato di cose in Francia, che è nella stessa situazione del Regno Unito, ma è un po' meno dhimmi. In aggiunta, la carne degli animali macellati con il metodo halal, ma ancora considerata "haram" (proibita) per il consumo musulmano in qualche altro modo, viene venduta a non-musulmani ignari. A onor del vero i ministri inglesi, però, seguendo l'esempio di Sarkozy, hanno detto che presto cambiaranno la legge.

In pratica, seguendo un familiare percorso progressivo, le popolazioni musulmane nei Paesi in cui esse sono una piccola minoranza o in una posizione di debolezza agiscono diversamente dalle stesse popolazioni nei Paesi in cui sono più forti o più numerose. Quindi l'Europa, con la sua politica di appeasement e le sue comunità musulmane in crescita esponenziale, si può aspettare in pochi decenni l'imposizione della sharia e altri effetti di supremazia islamica, a meno che qualcosa (si spera, gli europei
che si svegliano dal loro sonno) non intervenga a modificare le attuali tendenze demografiche, sociali e politiche.

La facililità con cui da un po' di anni l'Europa occidentale sta gradualmente eliminando il Cristianesimo può rivelarsi un esperimento molto pericoloso per molte diverse ragioni, una delle quali è che così facendo si priva di un solido baluardo contro l'Islam, più forte di ateismo, laicismo e liberalismo nel senso sia americano sia tradizionale europeo.

Non è un caso che il Paese che forse di ogni altro ha concesso ai musulmani e più ha sacrificato per amore dell'Islam, il Regno Unito, probabilmente l'unico Paese del mondo libero in cui i media, con l'eccezione di un giornalino per studenti gallese e il giornale in lingua gallese di una chiesa, non hanno ripubblicato le famigerate vignette di Maometto per paura di offendere la sensibilità dei musulmani, è anche il Paese che è più orgoglioso della sua laicità, l'unico Paese che io conosca dove prima della sua visita il Papa è stato minacciato di arresto da vari atei fanatici, attivisti omosessuali e teste calde di ogni genere.