sabato 9 maggio 2020

Zingari Senza Political Correctness, Realta' Poco Conosciuta

Zingari antichi e moderni. Lo scandalo della verità

Per merito della ultima newsletter di Radio Spada che ho ricevuto per email (molto interessante, a cui invito ad iscriversi) ho appena (ri)scoperto che le Edizioni Radio Spada nel 2016 pubblicarono Zingari antichi e moderni. Lo scandalo della verità di Raimondo Gatto, nato ad Algeri nel 1947 da coloni italiani, che visse a Torino gli anni di piombo, durante i quali costitui' la Gioventù Cattolica Tradizionalista, ed e' attualmente collaboratore del sito tradizionalista Agere Contra.

L'argomento mi interessa perche' se ne sente parlare poco, ma ricordo che fin da piccola (sono nata nel 1954) la mia famiglia mi metteva sempre in guardia contro gli zingari.

E' venuto poi il '68, la Sinistra si e' progressivamente impadronita del potere culturale che da allora non ha mai mollato qualunque fosse il governo (in Italia come in Gran Bretagna, mia seconda patria), finche' essa si e' imposta definitivamente (per ora, ma si spera non per sempre) con l'ideologia del politicamente corretto, che in fondo altro non e' che marxismo culturale con varie e sempre piu' eversive aggiunte, un po' come le lettere che si affiancano all'acronimo LGBT, allungandolo sempre di piu'.

Allora e' diventato "razzista", un termine di abuso quasi peggiore di assassino (anche se migliore di anti-semita), dare qualunque giudizio critico sugli zingari, cosi' come su qualsiasi altro gruppo di "vittime" a priori, a prescindere, predefinite sulla base dell'ideologia (eccome!) dominante.

Per un po' ho dubitato anch'io che la mia famiglia, come la maggioranza dei suoi contemporanei, potesse aver avuto pregiudizi nei confronti degli zingari, e non trovavo informazioni che mi potessero indirizzare in un senso o nell'altro.

Poi lessi uno scritto di Don Curzio Nitoglia sull'argomento, che non ho piu' trovato fra i link che conservo ma presumo sia lo stesso che trovo adesso tramite Google, cioe' la sua recensione a questo libro, in cui dice:
Penso sia utile studiarlo per capire il “misterioso” mondo degli zingari che ci circonda, di cui poco si conosce e che in questi tempi di immigrazioni di massa può causare non pochi problemi di convivenza nei nostri Paesi già tanto provati da forti crisi economiche e dall’invasione continua di immigrati clandestini e di islamici, che stanno sconvolgendo la nostra esistenza.
Chiaramente un cattolico non puo' condividere il razzismo biologico, che e' in antitesi non solo con l'universalita' della Chiesa, ma anche con il libero arbitrio a causa della sua sottintesa predeterminazione genetica.

Per questo Don Curzio si preoccupa di iniziare con una menzione della buona documentazione del libro, che "si basa su una vasta bibliografia scientifica per nulla influenzata da pregiudizi razziali e se l’Autore cita qualche studioso troppo partigiano o eccessivamente nemico del mondo zingaro lo dice chiaramente e fa capire che le loro asserzioni non possono essere prese senza il dovuto discernimento".

Il libro di Raimondo Gatto descrive la storia degli zingari, la loro origine geografica in India, il loro arrivo in Europa, e la venuta in Italia nella prima metà del Quattrocento, in carovane provenienti dai Balcani.

La ragione per cui e' difficile trovare informazioni attendibili sugli zingari, al di la' della solita propaganda immigrazionista e terzomondista, viene spiegata con l'assenza di documentazione dovuta al fatto che essi non hanno posseduto una lingua scritta e che il popolo zingaro non mostra interesse per la propria storia ma solo per leggende senza riscontro cronologico ed oggettivo. Inoltre: "Gli zingari mentono. Mentono un sacco, più di frequente e con maggiore inventiva di qualunque altro popolo", scrive la studiosa americana filo-zigana Isabel Fonseca, mentre altri autori riportano qualcosa di analogo.

Nel libro si descrivono anche persecuzioni ma, a differenza di un altro genere di narrazioni storiche in cui si ricorre al termine "persecuzioni" come se queste fossero sorte dal nulla, si chiarisce che esse sono state una reazione, una difesa di fronte a un male commesso dai "perseguitati". Tale scenario e' in netto contrasto con quanto accade, invece, nel caso delle persecuzioni in odium fidei contro i cristiani, innocenti di cui peraltro i buonisti non si preoccupano per niente o quasi.

Inizialmente gli europei accolsero con benevolenza gli zingari, ma, scrive Don Curzio Nitoglia, questi ultimi si approfittarono di tale buona disposizione:
Le popolazioni europee all’inizio furono molto generose con gli zingari reputati “pellegrini” dall’Egitto, ma col passar del tempo si avvidero che “questi erranti vestiti in modo miserabile, erano ben provvisti d’oro e d’argento, bevendo bene e mangiando meglio […] ed avevano anche una spiacevole tendenza, soprattutto le donne, di provvedersi furtivamente” (F. de Foletier, Mille anni di storia degli zingari, Milano, Jaca Book, 1990, p. 53).
L'ingenuita' dei cristiani diminui'. Subentro' quindi una reazione, con espulsioni degli zingari, le quali furono pero' rigorose solo in Olanda, che sradicò totalmente la loro presenza. Nel resto d’Europa "gli zingari riuscirono a sottrarsi all’espulsione e a sopravvivere rimanendo separati dal corpo sociale del Paese ospitante".

Sono stati compiuti tentativi di civilizzazione degli zingari, affinche' abbandonassero il vagabondaggio, rispettassero le leggi civili e si integrassero con la popolazione che li ospitava. Alcuni si sono integrati, ma non la maggioranza.

Spiega Don Curzio:
L’origine della in-assimilabilità o non-integrazione degli zingari va ricercata nei loro costumi, non è una questione di razza o di etnia, ma si tratta di una mentalità che vuol vivere liberamente al di fuori delle regole sociali...

Adriano Colocci fa un quadro sintetico abbastanza realistico della psicologia o mentalità degli zingari quando scrive: “Rigettano da sé ogni precetto imperativo della legge e le esigenze di ogni abitudine sociale e riducono al minimo la somma dei loro bisogni materiali, domandano a coloro con cui si trovano a contatto una sola cosa: l’arbitrio di vivere a modo proprio. […]. Lo zingaro, natura scaltra, superlativamente leggera, senza morale ma senza fiele, non fa mai il male per il male. È vero che non se ne astiene, se il male può essergli utile, poiché non conosce ostacoli quando si tratta di giungere a segno per soddisfare un suo desiderio, ma soddisfattolo si ferma da sé […]. Purché si senta libero e non abbia fame, nulla v’è da temere per lui."
Vi e' una sezione nel libro di Raimondo Gatto pubblicato da Radio Spada intitolata "L’illegalità come 'identità culturale'".

Anche se non riusciamo a capire perche' adottano tale modo di vivere, che a noi sembra certamente non invidiabile, cio' non significa che non sia realmente una loro scelta. Questo errore, uno dei pochi concetti freudiani, chiamato "proiezione", ereditati dalla psicologia contemporanea, che lo ha elaborato, reso piu' sofisticato e ribattezzato "dissonanza cognitiva", e' quello di partire dal presupposto che tutti gli altri vedano le cose dal nostro punto di vista. Per Freud invece era l'attribuzione agli altri dei nostri difetti.

La dissonanza cognitiva e' un errore tipico degli esponenti della Sinistra, i quali sostengono, per esempio, che chi ruba deve necessariamente soffrire la fame e sopravvalutano il rapporto causale fra disoccupazione e delinquenza, o immaginano che chi si mette su un periglioso barcone degli scafisti per arrivare alle coste europee debba per forza essere disperato.

E' anche alla base dell'incapacita' di comprendere e accettare la realta' del jihadismo musulmano da parte di una societa', la nostra, che non crede in Dio, nell'aldila' e in una ricompensa eterna per il martirio (per quanto male intesi essi siano nell'islam).

Don Curzio conclude cosi' la sua recensione del libro Zingari antichi e moderni:
Tutto ciò deve aiutarci a capire come affrontare il problema degli zingari senza cadere nei due errori opposti per difetto (buonismo) e per eccesso (crudeltà).

Stando così le cose non si può considerarli come i residenti di cui debbono essere tutelati tutti i diritti, compreso il rispetto delle loro tradizioni. Infatti la tradizione degli zingari rifiuta il modello di vita normale dei popoli civilizzati sedentari o stabili, le loro leggi e la loro cultura: si tratta di una mentalità che vuol vivere al di fuori delle regole sociali. Inoltre lo zingaro non si mescola con lo straniero. Quindi voler obbligare gli zingari a seguire l’istruzione statale è una forzatura controproducente per loro e per i nativi.

I loro costumi sono gli stessi di quando arrivarono in Europa.

Tuttavia mentre ieri ci si difendeva da essi e si cercava di civilizzarli ed evangelizzarli, oggi si vorrebbe giustificarli, accettarli come sono ed esaltare il loro modus vivendi, che porta al vagabondaggio, allo sfruttamento dei minori, all’accattonaggio e al furto.

Questa è una mancanza di buon senso che produce conflitti inevitabili tra due entità totalmente diverse e persino opposte.
Infine, dalla presentazione di Piergiorgio Seveso a Zingari antichi e moderni:
Questo libro, con grande equanimità e realismo cattolico e senza alcuna tentazione razzistica novecentesca, fornisce un quadro descrittivo, ricco e documentato, del piccolo mysterium iniquitatis zingaro: ne esce un ritratto impressionante ed esaustivo, sorprendente e illuminante di un popolo chiamato ad un destino di eterna incompiutezza e inesorabile decadenza, cui solo l’opera redentrice e civilizzatrice della Croce di Cristo, realmente abbracciata, potrebbe donare requie, dignità e giustizia.

mercoledì 8 aprile 2020

Il Sito di Fact-Checking Inglese "Full Fact" Non È Imparziale

I fatti completi?


Questo è un post del mio blog in inglese Enza Ferreri UK Fact-Checker "Full Fact" Is not Impartial che scrissi qualche anno fa, il 16 dicembre 2012, ma lo riporto qui in italiano perche' e' uno dei miei post più seguiti e non solo: è ancora molto di attualita', visto che i siti di cosiddetto "fact-checking" sono un fenomeno perdurante e un ennesimo tentativo di manipolazione delle coscienze da parte della Sinistra pro-globalizzazione e anti-cristiana.

Dopo il boom e la moda delle "fake news", che è in se stessa una falsa notizia in quanto i media sono stati, se non da sempre, da moltissimo tempo prima di questa pretesa scoperta portatori di fake news, sono spuntati come funghi questi strumenti per riparare al male fatto - cioe' che i media del mainstream sono stati sorpresi con le mani nel sacco a ingannare il pubblico - con altro male.

Il fenomeno naturalmente concerne anche l'Italia, dove esiste per esempio il sito di estrema Sinistra "Pagella Politica", e a breve parlero' anche di episodi italiani al riguardo.


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Come me, potresti essere stato attratto dal sito web e organizzazione non a scopo di lucro dal rassicurante nome di "Full Fact" (I fatti completi).

È un'associazione di verifica dei fatti, il cui slogan è "Promuovere l'accuratezza nel dibattito pubblico".

Dopo averne sentito parlare da David Dimbleby nel programma televisivo Question Time, mi sono subito interessata a questo sito, che credo segua un trend nato in America, dove il controllo dei fatti dopo, ad esempio, i dibattiti presidenziali televisivi diventa frenetico.

Sono fermamente convinta del ragionamento basato sull'evidenza in ogni ambito, usando il metodo scientifico di indagine ogni volta che possiamo.

In politica come nella salute, in sociologia come nelle materie ambientali, l'empirismo e la logica sono ciò di cui abbiamo bisogno.

Pertanto ho accolto con favore l'esistenza di questo sito britannico e l'ho letto. Certe cose in esso non mi sono sembrate troppo imparziali, ad esempio per quanto riguarda gli esiti delle leggi portoghesi sulla depenalizzazione della droga.

Quindi ho controllato chi c'è dietro Full Fact. Ho scoperto che il suo "finanziamento principale proviene da tre fondi di beneficenza indipendenti: il Joseph Rowntree Charitable Trust, la Nuffield Foundation e la Esmee Fairbairn Foundation".

Uno sguardo al sito del Joseph Rowntree Charitable Trust rivela che si concentra fortemente sulla "giustizia razziale" e sull'islamofobia. Il suo opuscolo Perseguire la giustizia razziale (The Quest for Racial Justice) ha in copertina l'immagine di una donna che indossa l'hijab, quindi sappiamo immediatamente di che tipo di "giustizia razziale" stiamo parlando.

Non ci vuole molto a capire che si tratta di un'organizzazione di beneficenza, di origine quacchera, ma politicamente non imparziale, che crede nel multiculturalismo e vede le cose solo dal punto di vista di gruppi etnici e immigrati, legali o non, e non della popolazione indigena della Gran Bretagna.

Il Joseph Rowntree Charitable Trust non definisce cosa intenda per "giustizia razziale", presumendo probabilmente che dovrebbe essere ovvio, e in effetti è ovvio ciò che intende quando si vede che è in pieno sostegno del Rapporto Macpherson sulla morte di Stephen Lawrence, che accusa la polizia del Regno Unito di essere "istituzionalmente razzista" e contiene una perla come questa: "Un incidente razzista è qualsiasi incidente che viene percepito come razzista dalla vittima o da qualsiasi altra persona" aprendo la porta a qualsiasi abuso del termine. O quando si legge in The Quest for Racial Justice dichiarazioni come questa:

"Stephen Lawrence è morto per mano dei razzisti nel 1993 ... Nel frattempo, molti altri hanno perso la vita in modo simile" senza alcuna menzione delle molte vittime bianche del razzismo non bianco, su cui i media nazionali sono totalmente silenziosi, una situazione così scandalosa da indurre persino la multiculturalista musulmana e di Sinistra Yasmin Alibhai Brown a scrivere un articolo il cui titolo dice tutto: "Quando la vittima è bianca, importa a qualcuno?" (L'articolo nel frattempo e' stato rimosso dal giornale di Londra Evening Standard, apparentemente l'unico link rimasto e' su una biblioteca online).

È chiaro che per questa organizzazione le vittime non possono essere bianche. Eppure "Quasi la metà delle 58 vittime conosciute di omicidi razzialmente motivati ​​tra il 1995 e il 2004 erano bianche", riporta l'articolo menzionato.

Il consigliere conservatore dello Yorkshire Roger Taylor ha chiamato JUST West Yorkshire, un gruppo affiliato a The Joseph Rowntree Charitable Trust, una "organizzazione di estrema sinistra".

Discover the Networks fornisce questa descrizione:
Il Joseph Rowntree Charitable Trust (JRCT) è stato fondato nel 1904 dal suo omonimo, importante imprenditore e filantropo quacchero. Considerando l'ineguale distribuzione della ricchezza come un difetto inerente a tutti i paesi capitalisti, il JRCT mira a cambiare "gli squilibri di potere esistenti nella società" e creare "un mondo migliore". Guidato da un consiglio i cui membri sono guidati dai principi e dai valori del quaccherismo, il Trust si concentra in particolare sull'eradicazione delle cause "alla radice" della povertà, "ingiustizia sociale" e "disuguaglianza politica" - e non semplicemente sul trattamento di "manifestazioni superficiali" di questi problemi.
Il secondo grande finanziatore di Full Fact, la Nuffield Foundation, ha un sito Web che ti dà il benvenuto con discorsi sul divario di classe e condizioni di svantaggio.

Il terzo, infine, Esmee Fairbairn Foundation, sostiene i "migranti vulnerabili" e il "cambiamento sociale", nonche' la comunita' LGBT.

Il gergo è rivelatore, l'immagine è chiara.

Full Fact è un po 'come Wikipedia, che finge di essere imparziale e di offrire semplicemente "fatti", ma le persone che forniscono queste informazioni hanno un'ideologia molto specifica, culturalmente marxista, che colora il loro modo di controllare i fatti. Sospetto che Dimbleby non l'avrebbe pubblicizzato altrimenti.

PHOTO CREDIT
Pixabay




Media Italiani Hanno Sbagliato il Tiro sul Coronavirus Inglese

Boris Johnson al tempo della crisi del coronavirus

Capisco che questi tempi di coronavirus rendono proni a sprofondare nel panico, specialmente quando le informazioni, e persino i provvedimenti e decreti, si contraddicono a rotazione.

Quando un nuovo virus e' scoperto, chiaramente anche i dati scientifici non hanno alle spalle una lunga storia di prove ed errori da cui farsi guidare.

Ma non ho potuto fare a meno di riprendere in mano questo blog, dopo due anni di lontananza, quando ho visto quello che e' accaduto in alcuni media italiani riguardo a notizie provenienti dal Regno Unito.

La Repubblica e Il Fatto Quotidiano, per esempio, hanno riportato che emergeva da un documento segreto che in Gran Bretagna l’epidemia di coronavirus sarebbe durata fino alla primavera 2021 con 8 milioni di persone ricoverate.

La loro fonte, purtroppo, e' l'inattendibile, socialista, Guardian, ma parte della responsabilita' va anche al governo inglese, che non e' stato un modello di chiarezza di comunicazione e subito dopo ha fatto retromarcia.

In un primo momento, per l'esattezza giovedi' 12 marzo, il Primo Ministro Boris Johnson aveva annunciato, nel corso di una conferenza stampa, una tattica unica in Europa (un po' come la Brexit) e strabiliante: lasciare che il virus infettasse il 60 per cento della popolazione britannica - mai, comunque, l'80% come hanno scritto Repubblica e Fatto Quotidiano - sulla base della teoria della "immunita' di gregge" che sta dietro le vaccinazioni di massa: quando un alto numero di persone e' portatore di un patogeno, una popolazione e' protetta. Come spiego' a suo tempo l'Express:
Chief Scientific Adviser Sir Patrick Vallance warned COVID-19 is likely to become a "seasonal virus" [sic: in realta' COVID-19 e' la malattia, il nome del virus e' Sars-CoV-2] as he said the UK will only benefit from indirect protection, the so-called herd immunity, from the coronavirus if 60 percent of the population becomes infected. Asked how many Britons will need to get coronavirus before herd immunity comes into play, Sir Patrick said: "Probably about 60 percent or so."
Cioe': "Il principale consulente scientifico Sir Patrick Vallance ha avvertito che COVID-19 diventerà probabilmente un "virus stagionale", dicendo che il Regno Unito beneficerà della protezione indiretta, la cosiddetta immunità di gregge, dal coronavirus se il 60% della popolazione viene infettata. Alla domanda su quanti britannici dovranno venire contagiati dal coronavirus prima che subentrasse l'immunità di gregge, Sir Patrick ha dichiarato: 'Probabilmente circa il 60 percento'."

Ma, come dicevamo, il governo britannico ha subito dopo rivisto questa strategia che ha un aspetto eutanasico al suo interno. Basti pensare che, nell'introdurre questo piano, il leader conservatore aveva aggiunto una frase forte: "Molte famiglie perderanno i loro cari".

Johnson sembra che affronti molte questioni, non solo la Brexit, come una schiacciasassi.

Il suo piano, pero', e' stato duramente criticato da medici e ministri della Sanita' passati e presenti, in quanto non teneva conto del fatto che, cosi' facendo, la curva del numero dei casi di contagio sarebbe salita troppo velocemente, oberando il sistema sanitario e mettendo cosi' a rischio di morte persone che, con le cure adeguate, si sarebbero potute salvare.

Un conto e' la vaccinazione, dove l'immunità di massa ha un senso, perche' l'agente patogeno e' somministrato in dosi minime e controllate.

"Non si fa affidamento sull'agente infettivo in dosi altamente letali per creare una popolazione immunitaria", afferma Akiko Iwasaki, un virologo della Yale School of Medicine.

"Vallance e altri hanno dato l'impressione che il governo stesse deliberatamente mirando a far ammalare il 60% della popolazione", sostiene l'Atlantic. Ma cosi' non e'.

E' vero che La Repubblica ha pubblicato il dietrofront di Johnson, ma ho la sensazione che sia sfuggito a qualcuno.


FONTI:
La Repubblica
Il Fatto Quotidiano
Daily Express
The Atlantic
PHOTO CREDIT
Vox


lunedì 21 maggio 2018

Gli uomini non possono prevedere le conseguenze

Jeremy Bentham, filosofo fondatore dell'utilitarismo


Quante volte abbiamo ostinatamente e ardentemente voluto qualcosa, e magari brigato e messo in moto cielo e terra per realizzarlo, e alla fine ci siamo accorti non solo e non tanto che non ne valeva la pena, ma soprattutto che non era affatto a nostro beneficio, e addirittura sarebbe stato meglio se il contrario si fosse verificato?

Basta pensare, del resto, alla eterogenesi dei fini, ovvero le conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali, di cui gli esempi piu' macroscopici sono gli effetti collaterali dei farmaci e le leggi dello stato.

Tutto questo ci dice che spesso non siamo in grado di prevedere, capire e valutare le conseguenze a medio e lungo termine di azioni o avvenimenti, in poche parole non vediamo piu' in la' del nostro naso.

Questa e' non la sola ma una delle ragioni fondamentali per cui qualunque sistema etico consequenzialista, cioe' per il quale ogni scelta di un agente morale deve essere guidata dalla valutazione delle conseguenze che deriveranno da ciascuna alternativa che si pone, puo' solo fallire.

Abbiamo molti esempi di grande portata storica di questa disastrosa, catastrofica incapacita' di previsione delle conseguenze fino al rovesciamento totale degli intenti.

Musulmani in preghiera in Europa


Un esempio e' dato - non intenzionalmente, e' ovvio - proprio da un filosofo che e' rappresentante di una scuola di pensiero consequenzialista, l'utilitarismo, di cui parleremo piu' sotto: l'australiano contemporaneo Peter Singer. Nel suo libro One World pubblicato nel 2002, Singer difende a spada tratta l'immigrazione di massa dai Paesi del Terzo Mondo a quelli del Primo, sostenendo su base utilitaristica che, mentre gli eventuali inconvenienti, se mai ce ne sono, per i popoli di questi ultimi sono lievi, essi non sono niente a confronto del bene che l'immigrazione in nazioni ricche arreca ai poveri del mondo (Singer, un ebreo etnico, andrebbe perfettamente d'accordo con Papa Francesco). Il professore di Princeton arriva (o arrivava, nel 2002) a dire che i Paesi europei e l'America del Nord dovrebbero aumentare moltissimo il numero degli immigrati che accolgono.

Col senno di poi, di cui son piene le fosse, non so se Peter abbia cambiato idea. So pero' che gli eventi seguenti gli hanno pienamente dato torto, addirittura anche se si rimane nel suo punto di vista. Infatti, il tipo di immigrazione da regioni povere a regioni ricche che lui auspicava ha avuto - e sta continuando ad avere su scala sempre maggiore - la conseguenza di diffondere l'islam nel mondo occidentale, una volta cristiano e conservante ancora alcune tracce delle virtu' e atteggiamenti derivanti dal cristianesimo, tra cui il fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te stesso.

Una volta che la sostituzione etnica, culturale e religiosa di cristianesimo con islam sara' in buona misura compiuta - non solo per le ragioni puramente demografiche del dislivello riproduttivo fra musulmani e occidentali nativi ma ancor piu' perche' non puo' esistere una societa', specialmente complessa come la nostra, senza religione, sarebbe cioe' destinata al collasso (ma questo e' un discorso per un'altra volta), avverra' da noi quello che sta accadendo nei ricchi Paesi musulmani come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che erigono muri e chiudono frontiere ai loro "fratelli" musulmani della Siria.

Ecco cosi' che la raccomandazione pro-immigrazione singeriana, che avrebbe la dichiarata intenzione di aiutare i poveri del mondo, avra' come risultato che i Paesi ricchi in virtu' della loro mutata natura, mutato proprio grazie all'applicazione dei precetti di questo filosofo utilitarista, saranno molto piu' restii ad aiutare i piu' poveri.

Disastro ecologico


Altro clamoroso esempio di miscalculation e' quello di in altro filosofo ebreo ed ateo, Karl Marx.

Tutte o quasi le previsioni che Marx derivo' dalla sua diabolica teoria sono state smentite dal laboratorio gigante della storia, dimostrando che la sua teoria e' si' scientifica, come la chiamo' lui, ma al tempo stesso falsa.

In particolare, Marx pensava che gli unici rapporti che contano, i soli rapporti dinamici, fossero quelli tra uomo e uomo, sociali. L'altro aspetto relazionale dell'economia, cioe' il rapporto fra uomo e natura, il comunista per eccellenza vedeva come attivo solo da parte dell'uomo, e puramente passivo da parte della natura.

A differenza di altre delle sue idee, non si puo' fare a Marx una colpa di aver avuto questa idea. Nell'Ottocento sarebbe stato difficilissimo, anzi impossibile prevedere i disastri ecologici, pensare che l'ambiente avrebbe potuto, per cosi' dire, "ribellarsi". Certi fenomeni dovevano avvenire, eventi verificarsi, idee essere sviluppate e capite prima di poter fare previsioni simili.

Ma questa e' una ennesima dimostrazione della incapacita' di lungimiranza umana.

Infine e brevemente, accenno soltanto - con l'intento di svilupparlo piu' pienamente - alla cosiddetta "liberazione sessuale", quell'orgia di promiscuita' e libertinaggio che ha ingolfato e avvolto in in turbinio l'Occidente almeno a partire dai famigerati anni Sessanta in poi.

E' solo amore, diceva Oscar Wilde. Fate l'amore non la guerra, echeggiavano gli hippies. Chi poteva pensare che dall'"amore" potesse derivare qualcosa di male? Che dall'"amore" potesse derivare il caos?

Ebbene, c'era chi lo aveva capito. E lo aveva capito proprio perche' andava controcorrente, e la sua lungimiranza veniva da lontano, da molto lontano, da un altro mondo.

Sto parlando di Paolo VI e della sua enciclica Humane Vitae, in cui, forse illuminato dallo Spirito Santo e certo sulla base di una dottrina vera - la capacita' predittiva e' il test della verita', riusci' a prevedere, gia' nell'ormai lontano 1968 (ne e' passata di acqua sotto i ponti), quei tanti e gravi mali che abbiamo poi visto.

Prova, nuovamente, che non sono gli uomini da soli, senza aiuto soprannaturale, a vedere lontano.

L'utilitarismo, fondato dal filosofo inglese Jeremy Bentham (1748-1832) (peraltro influenzato dal nostro Cesare Beccaria e dal suo trattato Dei delitti e delle pene), e' una teoria morale consequenzialista di questo tipo.

Per essa la giusta azione morale in ogni circostanza e' quella che si prevedera' risultare nella massima utilita', intesa come il massimo piacere e felicita' per il piu' gran numero di pazienti morali - cioe' tutti coloro su cui ricadranno le conseguenze di tale azione – e il minimo dolore e infelicita' per il minimo numero degli stessi.

Quello che si sente, il sentimento, sia fisico, come sensazione, sia psichico, come emozione, regna supremo.

Del resto che cos'altro ci si poteva aspettare da una filosofia morale atea, che cos'altro puo' essere a fondamento di un sistema etico privatosi di Dio, quale altra base razionale puo' trovare? E' il trionfo del materialismo piu' puro.

Esistono altri sistemi etici senza Dio oltre all'utilitarismo, ma quest'ultimo e' forse quello che rappresenta meglio la posizione atea.

Una volta eretto le sensazioni di piacere a pilastro di tutto il sistema morale, e fornitane una base in qualche modo razionale (il cosiddetto “calcolo" utilitaristico), si e' infiltrata nella cultura europea e, per estensione, occidentale, la ricerca spasmodica, per non dire ossessiva, del piacere stesso, con ogni mezzo: “naturale” – sesso -, artificiale – per via chimica, con droghe, alcool, dolci, eccesso e consumo smodato di cibo -, possesso di ricchezze, potere, beni materiali, ossessione con lo shopping, e via dicendo.


Questo articolo e' anche in inglese, qui.

venerdì 5 ottobre 2012

Islam nel Regno Unito

Questa è la prospettiva da Londonistan, Eurabia.

Raymond Ibrahim, studioso di storia del mondo arabo e islamico nato negli Stati Uniti da genitori
egiziani copti, scrive spesso sulla condizione dei cristiani nei paesi a maggioranza musulmana, dove vengono soggiogati e oppressi anche quando sono una minoranza consistente in luoghi come l'Egitto, la Siria e, prima della "pulizia etnica", l'Iraq.

La mia è la prospettiva complementare, dal punto di vista dell'Europa occidentale storicamente cristiana, dove i musulmani sono ancora (anche se non per molto) un piccola minoranza, più piccola dei cristiani nei paesi di cui sopra.

Anche in queste situazioni completamente diverse i musulmani, con l'aiuto dei governi di sinistra e di altri pusillanimi, la fanno da padroni, pensando che tutto sia loro dovuto e cercando di imporre la loro ideologia a tutti gli altri.

Sono venuta a vivere a Londra dall'Italia nel 1984, e i cambiamenti che ho visto da allora sono enormi.

Quando sono arrivata qui, la parola "halal" era sconosciuto a tutti tranne agli animalisti, i quali sapevano che il metodo di macellazione islamico causa più sofferenze agli animali di quello dettato dalle leggi occidentali. Oggi devi solo girare con l'auto per Londra (in qualsiasi area) una mezz'ora e vedrai decine di insegne Halal in negozi e ristoranti. Nella zona in cui vivo nel centro-ovest di Londra, che non è
affatto un ghetto musulmano perché vi risiedono molti non-musulmani bianchi e neri, per strada si vedono donne il cui abbigliamento farebbe felici i talebani più rigidi; o almeno si pensa che siano donne, dal momento che tutto quello che si vede è una lunga veste senza occhi che cammina.

Quelli che seguono sono alcuni tra la miriade di esempi di intolleranza musulmana e mancanza di integrazione, stealth jihad e sharia strisciante nel Regno Unito.

Alcuni anni fa un poliziotto musulmano si rifiutò di indossare l'uniforme a causa della presenza di una croce sull'elmetto.

Il fenomeno tipico dell'adescamento di ragazzine bianche da parte di uomini musulmani, da anni denunciato solo da gruppi di estrema destra, a causa di ciò accusati di razzismo islamofobia, si è rivelato invece molto reale e ora i media hanno iniziato a documentarlo.

Ci sono stati casi di ragazze musulmane che hanno rifiutato l'uniforme della loro scuola e chiesto di indossare abiti musulmani, a volte anche denunciando la scuola presso la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e vincendo la causa.

Conducenti di autobus e tassisti musulmani non hanno fatto salire dei ciechi accompagnati da cani guida che l'Islam considera "impuri", sostenuti nel loro rifiuto da altri passeggeri musulmani.

Le normative britanniche, facendosi in quattro per adattarsi alla sharia, hanno accettato conflitti e contraddizioni con giurisprudenza inglese ormai consolidata. La poligamia, nonostante sia proibita dalla legge britannica, ne è ora de facto parte, a causa di una modifica della legge di successione, che consente ora a più di una moglie di ereditare dallo stesso marito.

Analogamente, una via d'uscita nella legge creata dal precedente governo laburista permette ai musulmani di accendere un mutuo su un immobile senza pagare gli interessi, il che lo rende anche più conveniente per loro; adesso dei non-musulmani l'hanno scoperta e sfruttata, provocando un piccolo scandalo.

Nel Regno Unito la polizia ha paura dei musulmani. Ci sono stati casi catturati su video di manifestanti musulmani che lanciavano bastoni e altri oggetti contro la polizia con grida di scherno di "kuffar" (insulto islamico per gli infedeli), mentre i poliziotti battevano in ritirata.

E poi c'è il problema classico della carne halal, che viene servita in scuole, ospedali e altre istituzioni britanniche tanto ai fedeli quanto ai non fedeli dell'Islam, ed ha attratto l'attenzione internazionale quando Sarkozy ha dichiarato la sua intenzione di cambiare questo stato di cose in Francia, che è nella stessa situazione del Regno Unito, ma è un po' meno dhimmi. In aggiunta, la carne degli animali macellati con il metodo halal, ma ancora considerata "haram" (proibita) per il consumo musulmano in qualche altro modo, viene venduta a non-musulmani ignari. A onor del vero i ministri inglesi, però, seguendo l'esempio di Sarkozy, hanno detto che presto cambiaranno la legge.

In pratica, seguendo un familiare percorso progressivo, le popolazioni musulmane nei Paesi in cui esse sono una piccola minoranza o in una posizione di debolezza agiscono diversamente dalle stesse popolazioni nei Paesi in cui sono più forti o più numerose. Quindi l'Europa, con la sua politica di appeasement e le sue comunità musulmane in crescita esponenziale, si può aspettare in pochi decenni l'imposizione della sharia e altri effetti di supremazia islamica, a meno che qualcosa (si spera, gli europei
che si svegliano dal loro sonno) non intervenga a modificare le attuali tendenze demografiche, sociali e politiche.

La facililità con cui da un po' di anni l'Europa occidentale sta gradualmente eliminando il Cristianesimo può rivelarsi un esperimento molto pericoloso per molte diverse ragioni, una delle quali è che così facendo si priva di un solido baluardo contro l'Islam, più forte di ateismo, laicismo e liberalismo nel senso sia americano sia tradizionale europeo.

Non è un caso che il Paese che forse di ogni altro ha concesso ai musulmani e più ha sacrificato per amore dell'Islam, il Regno Unito, probabilmente l'unico Paese del mondo libero in cui i media, con l'eccezione di un giornalino per studenti gallese e il giornale in lingua gallese di una chiesa, non hanno ripubblicato le famigerate vignette di Maometto per paura di offendere la sensibilità dei musulmani, è anche il Paese che è più orgoglioso della sua laicità, l'unico Paese che io conosca dove prima della sua visita il Papa è stato minacciato di arresto da vari atei fanatici, attivisti omosessuali e teste calde di ogni genere.